Sergio Pausig | NATURAE

04 ottobre_31 ottobre 2019

Tutto ciò che riunisce la natura al suo scopo umanistico primario
mediante lo statuto dell’arte è indizio di un possibile altrove,
al punto che il verbo coltivare finisce per confluire, come
un fiume verso il mare, nella più vasta accezione della cultura.
La mostra Naturae è un microcosmo di situazioni artistiche ben coltivate;
in essa la nozione ceramica della terra è ‘terra’ con un orizzonte
ben definito, un finisterre, un limite, un confine. Su quest’ultimo termine
vorrei spendermi meglio, perché nel mondo dell’arte c’è qualcosa
di nomadico che allarga a dismisura il nostro sguardo. Si rischierebbe
di cadere entro la linea geografica che separa le arti liberali da quelle
meccaniche, le maggiori dalle minori, se non richiamassimo come un
memento la condizione nomadica dell’arte contemporanea. Tre autori
alle prese con una materia unica, sconfinanti, collaboranti, compenetranti
gli uni negli altri (Pausig in direzione Kogoi in direzione Pantuso
in direzione Venuto in direzione Pausig), una mostra unica, circolare e
unitaria di arti del terzo fuoco; forme liberali che si declinano in terre biscotte
e smaltate a rappresentare la materia unica della cultura-coltura.
Ma il mio è un discorso di parte, perché da qualche anno ho un cimento:
l’ecologia come componente fondamentale dell’arte contemporanea.
Non il vedutismo, il paesaggismo, bensì l’ecologia. Quando il
nostro sguardo incontra una galleria naturante di nobili animali e forme
vegetali e nuovi morfemi surrealistici che dialogano in modi sonanti
con la forza degli elementi (terra, acqua, aria, fuoco, metallo e
la mente) mi chiedo e vi chiedo: dove sarà il paradiso che ci
attende? Forse, da una prospettiva laica, umanistica, rinascimentale,
in uno scarabattolo di naturalia e mirabilia simile a questo. L’artificio
della mostra è, allora, un “indizio terrestre” (Cristina Campo)
e la galleria Agorà, per un istante, il sembiante di un possibile eden.

Vittorio Ugo Vicari
Storico dell’arte
Accademia di Belle Arti di Catania

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