Franco Accursio Gulino | Black Friday

Spazio Contemporaneo Agorà presenta Black Friday, un progetto di Franco Accursio Gulino a cura di Stefania Giacchino e Anthony Francesco Bentivegna.

Arte in <edicola>

“Venerdi 21 settembre 2018 alle ore 18.00 si inaugura la rappresentazione di un progetto di Franco Accursio Gulino dal titolo Black Friday che non ha un inizio né una fine, come tutta la sua produzione artistica.

Il progetto avrà una doppia visibilità nello Spazio Contemporaneo Agorà e nello Spazio Edicola dove l’artista svelerà la sua idea per l’Edicola votiva di via Caccamo all’Alloro – che da il nome allo spazio – sita a Palermo nel cuore del quartiere di Manifesta 12.

La serie Black Friday è uno dei momento di riflessione di Franco Accursio Gulino con un marcato riferimento alla situazione odierna e dunque all”arte in saldo’ come ad un’arte svilita che attira continuamente nuovi protagonisti e nuovi acquirenti e che non guarda alla sostanza ma alla forma.

Nell’arte di Gulino, come nel progetto, le idee si sovrappongono e i personaggi si intrecciano in un esuberante gioco di rimandi che vanno avanti e indietro nel tempo in un pulsare, come quello del cuore di Gulino, per l’Arte (con la A maiuscola). Giorno dopo giorno, lavorando senza interruzione, nascono sogni che si imprimono nella tela e divengono realtà e che si materializzano attraverso i personaggi dei suoi film o delle sue installazioni. Reminiscenze di idee del passato che vengono rielaborate con gli strumenti affinati nel presente.

Questo è in definitiva il progetto che vogliamo rappresentare, un progetto complesso come lo è la piena comprensione dell’arte di Gulino: buste che contengono messaggi – bottiglie nel mare della conoscenza – che contengono piccoli frammenti dipinti come solo Franco sa fare…stratificando…sovrapponendo colore a colore in un crescendo di esperienza e perizia nell’uso della tecnica e di magia nella concezione dell’opera. Piccole opere racchiuse in un involucro inusuale faranno da cornice all’edicola – opere della sua ultima produzione saranno esposte in galleria assieme alla proiezione di due dei suoi film a rappresentare una piccola parte, ma esaustiva, della strabordante creatività da cui sono state generate.

Opere queste che testimoniano la sua grande capacità di rappresentare la realtà attraverso un figurativismo sfrenato o una sintesi totale che racchiude tutto in una linea nera su un fondo blu.”

Stefania Giacchino

Black Friday. Quando l’Arte denuncia il materialismo.

“ Quotidianamente veniamo bombardati da immagini, spot pubblicitari, manifesti e poster dove promoter o influencer pubblicizzano oggetti di consumo come cibo, smartphone, profumi, abiti… Cosa paradossale è che questa ossessiva riproducibilità indebolisce l’immagine rendendola semplicemente un elemento d’arredo per un negozio o un’anteprima della nuova collezione autunno-inverno. L’immagine, figlia del progresso tecnico e digitale diventa obsoleta, inutile, usa e getta, prossima al riciclo o all’inceneritore dopo la sua scadenza.

Anche nel mondo dell’Arte avviene questa speculazione onnivora che induce galleristi e collezionisti ad investire, non più sulla qualità o su un’intuizione linguistica, bensì sulla facilità di piazzamento di un prodotto artistico preconfezionato e di rapida riconoscibilità. Spesso anche l’autore è indotto ad entrare in questo circolo vizioso con l’intenzione di soddisfare le richieste dei compratori.

Su questa incontrollata mercificazione ha qualcosa da dire Franco Accursio Gulino (Sciacca 1949), artista a tuttotondo siciliano, che conduce il fruitore ad una intensa riflessione sull’uso e sulla potenza dell’immagine.

Ma chi è Franco Accursio Gulino?

Personaggio difficile da definire: anomalo, eclettico, poliedrico… Un pittore di formazione classica, un artista contemporaneo, un poeta, un regista, un drammaturgo… Fare una classificazione disciplinare è arduo, impossibile inquadrarlo in un determinato filone stilistico. Questa elasticità mentale gli conferisce l’abilità di mutare, dall’alba al tramonto, il suo operato e il suo approccio alla disciplina pittorica. Ma qual è la ricetta esatta per arrivare a questa versatilità? Lo studio dei classici consente a Gulino di conoscere appieno le intricate problematiche della materia, che sfrutta a proprio vantaggio. Rifiutando ogni tipo di cristallizzazione stilistica e manieristica, trova nell’ignoto il suo ambito di ricerca.

Come nel riutilizzo di porte antiche e pezzi di relitti navali (realizzati da lui stesso in passato), in “Black Friday” avviene un’operazione di riqualifica, ma soprattutto di salvataggio verso oggetti futili di uso limitato come i materiali pubblicitari.

Manifesti, poster, pubblicità e cataloghi delle collezioni di abbigliamento diventano supporti ospitanti della pittura di Franco Accursio Gulino. Rilevando alcune parti salienti dell’immagine stampata ne altera le espressioni facciali (come il sorriso della modella che si tramuta in un ghigno malefico o in un urlo). L’invasione del colore e della forma può enfatizzare, alterare o distruggere l’immagine-fondo.

Quello che l’artista riesce a veicolare è un significato ulteriore da quello definito dal supporto digitale, stravolgendo il significato referenziale del supporto-immagine.

È Curioso come il Black Friday si festeggi subito dopo il Giorno del Ringraziamento, festa di origine cristiana, festeggiata per ringraziare Dio per il raccolto dell’anno.

Perché dopo “Il Ringraziamento” si avverte la necessità di ricercare così ossessivamente il superfluo? È la società scossa da una crisi di valori esistenziali ad indurre l’uomo a tentare di colmare il proprio vuoto goffamente con il consumo.

Nel gruppo degli “Autoritratti” l’artista riflette sulla concezione del ritratto classico viziato dalla vanità e dal narcisismo, e annullando, distruggendo, occultando le fattezze, mette a nudo, attraverso forma e colore, la vera essenza dell’uomo.

Nel ciclo “Black Friday” rientrano alcune rappresentazione della “Mucca Pazza?”. Questo singolarissimo tema è stato già affrontato da Gulino in passato nel periodo della “Trasfigurazione”. Nonostante ciò, la “Mucca Pazza?” del 2018 è ben diversa dalla concezione minotauroide degli anni passati. Ancora una volta Gulino denuncia l’uomo per l’eccessiva incuria verso il creato e i propri simili. Anche se la malattia è stata portata all’eradicazione, il messaggio dell’artista è chiaro: una bulimia verso l’immagine che si traduce nel mascheramento dei soggetti. E così le belle, sensuali e procaci modelle di intimo diventano in un attimo bovini dalle fattezze perturbanti e intimidatorie: un monito per l’uomo dal guardarsi dall’esasperazione che porta un’immagine alla degenerazione, perfino alla follia.

Altro soggetto che rientra nella poetica del “Black Friday” è la “Città Ideale”. Una serie di installazioni in cui Gulino non determina tanto uno spazio utopico e irrealizzabile, ma promulga la presenza nella Terra di una disciplina nobile e ricca di valori intellettuali, dove l’uomo, nella maggior parte dei casi, viene catturato dalla sete di potere e di conquista di un territorio, distogliendo la sua attenzione da ciò che è veramente importante. Trovo che vi sia anche un’altra chiave di lettura con cui leggere la “Città Ideale”: uno spazio in cui operatori lottano contro avversità e venti contrari di un sistema che non dà la meritata importanza alla cultura e all’intelletto. Qualunque siano le chiavi di lettura riservate a questo ciclo, è ancora la pittura a determinare lo spazio visibile: piccoli e grandi dipinti assemblati insieme e amalgamati in un composto eterogeneo come se fossero puro colore e poi diventare scenari di guerre tra soldati di diverse fazioni. Sarebbe interessante sapere se lottano a favore o contro l’arte o se si fanno la guerra incuranti del patrimonio che si trova sotto i loro piedi?

In “Black Friday” vi è una denuncia, un forte grido verso la società contemporanea, la società dei consumi, delle speculazioni, una società abituata a guardare, ma non a osservare. È proprio questo il compito dell’Artista: suscitare l’uomo comune alla riflessione in modo che possa elevarlo intellettualmente.

                                                                                   Anthony Francesco Bentivegna

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