êdicola

Giovedì 17 maggio alle ore 18.30 preview di êdicola.
Le fotografie resteranno in esposizione fino al 30 maggio.

Spazio Contemporaneo Agorà presenta ȇdicola, un progetto di Riccardo Scibetta e Iolanda Carollo realizzato in collaborazione con l’Agorà di Stefania Giacchino, a cura di Ana Afonso.

Nasce dall’esigenza, che ognuno di noi ha, di esprimere l’idea del sacro in una visione contemporanea, che miscela esperienze personali ed artistiche. Due linguaggi ed un unico obiettivo: fermare lo sguardo del passante, anche per una frazione di secondo, veloce ma bastevole per registrare nella memoria un’immagine nuova, non convenzionale: una visione!
Il progetto sarà presentato giovedi 17 maggio alle ore 18.30 nello Spazio Contemporaneo Agorà di via XII gennaio, 2 a Palermo e rimarrà in mostra dal 18 al 30 maggio 2018 e sarà successivamente allestito nello Spazio Edicola di vicolo del Caccamo all’Alloro nel mese di giugno 2018.
Le 12 opere fotografiche (6 per ciascun artista) di Riccardo Scibetta e Iolanda Carollo si avvicenderanno le une alle altre a cadenza mensile e formeranno un’opera unica cristallizzata nella memoria di chi avrà percorso il vicolo e avrà lanciato un’occhiata anche fugace all’Edicola.
Ana Afonso curatrice della mostra scrive: “Una mostra fotografica singolare ove l’Edicola, simbolo della fede religiosa, riprende il suo significato dimenticato di “casa dell’Uomo”. I due artisti invitati, entrambi d’origine Siciliana, esprimono attraverso i loro scatti un pensiero libero e profondo, una riflessione circa la condizione umana-divina racchiusa in ogni persona.
La sacralità nel suo senso più ampio, una necessità che si cerca e si trova -perché legata alla ricerca del senso della vita- in un Dio come nella Natura, e che ci accomuna tutti, diventa così simbolo d’uguaglianza e del potere perso. E intanto la speranza dovrebbe essere la nota che echeggia nel nostro cuore e nei nostri discorsi, nonché nelle nostre azioni. Questo è il messaggio di cambiamento positivo latente nello scorrere di immagini che ci trasportano nel nostro spazio più intimo e raramente condiviso, dove aneliamo la ripresa dei poteri umani trasferiti altrui, della libertà e di una vita davvero migliore per tutti/e”.

Riccardo Scibetta

“Il caos non mi fa paura, anzi, mi serve a ritrovare il senso delle cose.” Il caos che spesso rifiutiamo è all’origine della vita e dell’ordine per come la conosciamo. Il così detto ‘chaordic path’, letteralmente la ‘strada del caordine’, parola abbastanza generosa da contenere gli opposti che si attraggono, è il percorso affascinante che ci porta dal caos e dall’assenza di senso, a uno stadio successivo, il regno dell’ordine, un momento in cui ritroviamo il senso e i pezzi si rimettono assieme in una nuova storia.

E storie sono quelle contenute nelle fotografie di Riccardo Scibetta, ogni scatto una storia, un flash che racconta della realtà, uno sguardo che raccoglie l’ordine nel caos in cui viviamo.

In molte delle foto proposte per il progetto êdicola, Riccardo ci regala un sguardo molteplice, fotografie a doppio scatto che, con grande sensibilità, lui sovrappone per raccontare della complessità, o della speranza, delle possibilità dell’essere e del fare umano. L’impossibile diventa realtà, spingendoci ad andare oltre i nostri pregiudizi e limiti mentali. Unendo il cielo puntigliato di uccelli al mare schiumoso, ci propone una riflessione sulla libertà. Fondendo un bambino fragile e disabile con una palma sacra, lo trasforma in un Cristo contemporaneo, un simbolo delle sofferenze inflitte dall’uomo all’uomo, e al tempo stesso lo rende naturale, normalizzando la sua disabilità e, per opposizione, rendendo disabile una cultura incapace di accogliere la diversità.

Invece, nelle foto limpide fatte da un’immagine unica, scopriamo una ricerca critica della divinità, un’allusione ai peccati umani commessi da chi si vuole rendere divino agli occhi dell’uomo comune. Un’edicola fallica e piena di goduria, o il piacere semplice di prendere il sole e rilassarsi? Una bambola che guarda perplessa il disastro della morte, o una donna morta che con la sua unica tetta penzolante non ha più figli umani a chi allattare?

Infine, vi invito ad arrendervi dal messaggio custodito nelle spalle tatuate di un giovane brasiliano, lui che si è salvato grazie al contatto con la Natura, la regina che ci avvolge e ci protegge, la vera protagonista da venerare, lei che contiene caos e ordine, e ne ha tanto da insegnarci.

http://www.riccardoscibetta.it/

Iolanda Carollo

Nella nostra biografia troviamo il senso delle nostre scelte, ed è poi nella sua storia che Iolanda Carollo ha trovato la spinta e l’ispirazione sul suo personale modo di affrontare il progetto êdicola.

Il suo percorso di studi in Archeologia ha reso possibile un dialogo col sacro in un senso ampio e che ci porta lontano nel tempo, proponendoci un itinerario di scatti sull’immagine sacra nei tempi antichi, nonché riportandoci alla memoria l’importanza del Femminino e del suo legame con il senso di divinità, quasi del tutto perso con l’espansione delle grandi religioni monoteiste. Questa riflessione è di grande attualità, in un contesto politico e socio-culturale che in modo più o meno palese continua a creare e a mantenere disuguaglianze, anzi, si nutre di tale cibo, poiché è negli abissi tra le persone, nelle differenze costruite, che diventa possibile la continuità di un sistema fatto di avversari e caratterizzato dall’assenza di dialogo, del senso di impotenza e di un cinismo sempre crescente.

Questo sguardo politico sulla diversità è diventato per Iole uno sguardo fotografico attraverso il quale raccontare la realtà, cercando di sensibilizzare le persone per i valori dell’uguaglianza e dell’equità incoraggiate da tutte le religioni.

Il ponte tra passato, presente e futuro è noto anche in altre delle immagini proposte. La foto del busto di Marsia, personaggio della mitologia Greca dotato di grande talento per la musica, e per questo motivo ingannato e ucciso da Apollo, incapace di sopportare le superiori capacità di un uomo semplice, diventa simbolo iconico dell’inganno e dello sfruttamento vissuto nella società contemporanea. Ma non solo, in realtà ci parla ugualmente, a voce alta e chiara, dei talenti nascosti dentro ognuna e ognuno di noi, nonché del coraggio incarnato in Marsia, Marsia che rappresenta tutte/i noi.

Per finire questa breve introduzione al percorso in 6 scatti proposto da Iole vi propongo di addentrarvi nel suo mondo con in mente l’importanza non solo dell’individuo ma anche della Natura. Natura che da sempre è stata venerata come entità divina e magica, incitando un atteggiamento di rispetto, persino di paura, ormai perso nel desiderio di controllare e di sfruttare le risorse naturali. Vi invito dunque, ad aggirarvi tra le fotografie con un senso di venerazione verso il mondo naturale, che siete anche voi, nei vostri passi leggeri, mentre vi muovete per rivedervi in questo progetto, in questi scatti.

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