A. Di Bartolo | Natura Naturans

22 dicembre 2017_27 gennaio 2018

Inaugurazione 22 dicembre 2017 ore 18:00

Incontro con l’artista 27 dicembre 2017 ore 18:00

Il giorno venerdì 22 dicembre 2017 alle ore 18.00, sarà inaugurata  la mostra ‘ADRIANO DI BARTOLO – NATURA NATURANS’ inserita all’interno del programma di presentazione di artisti palermitani che espongono le loro opere in città dopo aver lavorato e vissuto in altri luoghi d’Italia e del Mondo. La mostra è curata da Stefania Giacchino ed è supportata da un testo di Rossella Tomasello e dai pensieri dell’artista raccolti all’interno di una pubblicazione contenente le opere su tela e su carta.

In mostra sono esposti lavori – pitture su tela, tempere su carta – pensati e realizzati appositamente per questa mostra. I fossili, i grandi fiori e gli uccelli sono i suoi soggetti preferiti tratti dalla natura primordiale e si ritrovano in tutte le sue opere divenendo matrici di sé stesse nei carboncini che, nella loro monocromaticità e semplicità, danno l’impressione di poter essere riprodotti all’infinito: natura naturans come perpetua attività generatrice che produce la perfezione.
La sua è un’arte istintiva ed emozionale che inconsciamente cancella le brutture del mondo reale per sostenere l’idea della non evoluzione dell’individuo-artista che lo salva dalla corruzione della contemporaneità. Un’arte apotropaica che lo cristallizza in una visione fantastica e irreale anche se prepotentemente calata nella contemporaneità.
Tra arte e scrittura la mostra Natura Naturans rimanda ad un modo artistico caro all’autore, dove la ricerca personale convive con continui rimandi tra visione e realtà, aperture utopiche e opera d’arte.
La mostra svela proprio questo modo di operare, attraverso una serie di opere recenti che accentuano i motivi della sua costante ricerca stilistica.
Il giorno mercoledi 27 dicembre Adriano Di Bartolo alle ore 18.00 incontrerà il pubblico per approfondire il suo pensiero sull’arte contemporanea.
L’artista scrive: “Paradossalmente l’artista non “cerca” il contemporaneo, in quanto termine assoluto e totalitario, ma “trova” un percorso mentale, una sorta di zeitgeist interiorizzato, un silenzio metafisico necessario per la riuscita dell’opera.”

 

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